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L’intelligenza artificiale rivoluziona le risorse umane: come l’IA sta trasformando il modo di lavorare

L’autore

Tommaso Tarondo
Junior HR
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L’intelligenza artificiale porterà ad uno sviluppo positivo del genere umano sul nostro pianeta o lo danneggerà? Se questa fosse una domanda di un quiz a premi sicuramente varrebbe quella da un milione di euro. Come per qualsiasi argomento controverso, ci saranno sempre persone a favore della sua adozione e persone scettiche o addirittura contrarie. Gli esperti del settore e molti analisti del mercato affermano che l’IA ha il potenziale per apportare numerosi cambiamenti positivi nella società, tra i quali maggiore produttività, miglioramento della sanità e un più importante accesso all’istruzione. Altri, soprattutto coloro che lavorano in settori manuali e ripetitivi, sostengono che l’IA e la robotica servono solo a “rubare” posti di lavoro. La questione non è destinata a risolversi in breve tempo, ma la tendenza spinge sempre più a considerare l’IA come una forza positiva piuttosto che negativa.

Lo stato dell’arte

La rapida evoluzione e l’esponenziale aumento dell’utilizzo di questa tecnologia, che sta trasformando i processi delle industrie ad una velocità senza precedenti, negli ultimi anni ha portato allo sviluppo di potenti strumenti di IA generativa (in grado di generare testo, immagini, video, musica o altri contenuti multimediali in risposta a delle nostre richieste) come ChatGPT, semplici da utilizzare per un pubblico molto vasto e privo di conoscenze tecniche specifiche. Infatti, secondo il “Artificial Intelligence Index Report 2024” dell’Università di Stanford, c’è stato un incremento negli investimenti in ricerca sull’IA, con le imprese e le istituzioni accademiche che, nel sono 2023, hanno elaborato 66 strumenti di machine learning ad alte prestazioni. Le prestazioni dell’IA stanno diventando sempre più sofisticate nello svolgimento di compiti complessi in diversi ambiti, tanto che hanno superato i benchmark di quelle umane nella classificazione delle immagini, nel ragionamento visivo e nella comprensione dell’inglese. Nelle competizioni di matematica di alto livello e nella capacità di ragionamento visivo in situazioni ordinarie, che incontriamo ogni giorno, invece, è ancora inferiore alla nostre abilità.

Per comprendere la portata economica che l’impiego di questa tecnologia può generare, viene in nostro aiuto il McKinsey Global Institute, il quale in una simulazione ha calcolato che, considerando un livello medio globale di adozione dell’IA, questa è in grado di produrre un incremento dell’attività economica globale di circa 13 trilioni di dollari entro il 2030, ovvero circa il 16% del PIL in più rispetto ad oggi. Questo impatto deriverebbe principalmente dal rimpiazzo del lavoro umano con l’automazione e dall’innovazione dei prodotti e dei servizi. Sempre all’interno di questo rapporto si afferma che entro il 2030 circa il 70% delle aziende avrà adottato almeno un tipo di tecnologia di IA per automatizzare i compiti precedentemente svolti dai dipendenti, come ad es. il pagamento dei fornitori, la redazione degli annunci di lavoro e dei report finanziari, la progettazione di campagne di marketing ecc.

John Graham, professore di finanza alla Duke University e direttore accademico del CFO Survey, in una recente intervista con CNN ha recentemente affermato che “Non è possibile guidare un’azienda innovativa senza considerare seriamente queste tecnologie. Si corre il rischio di rimanere indietro”.

Strumenti di IA che stanno modificando il mercato del lavoro

Per comprendere più a fondo come l’IA può essere utilizzata dal punto di vista pratico ci avvaliamo di questo breve paragrafo per elencare alcune tecnologie di IA che in questo momento sono in trend.

  • IA generativa: gli strumenti di questo tipo (es. ChatGPT) stanno diventando sempre più accessibili al pubblico, consentendo a persone senza competenze tecniche di creare contenuti, analizzare dati e rendere automatici dei compiti. Considerata la facilità di utilizzo si può iniziare a parlare di una “democratizzazione delle informazioni”, ossia di una diffusione della conoscenza più aperta ed equa.
  • IA per il lavoro: viene integrata in vari strumenti per migliorare la produttività, ad es. per l’automazione di compiti ripetitivi e la presa di decisioni complesse.
  • IA multimodale: può essere utilizzata in modi e contesti diversi, ha la capacità di accettare input differenti e di proporre agli utenti risposte in varie forme, dai semplici contenuti testuali fino ai file multimediali, come video, audio o immagini.
  • Small Language Models (SLM): sono caratterizzati da una architettura compatta, una maggiore leggerezza ed efficienza dal punto di vista delle risorse e dal consumo di una minore potenza computazionale. Gli SLM hanno un numero decisamente inferiore di parametri, che varia da pochi milioni a qualche miliardo, rispetto agli LLM che ne hanno anche trilioni.
  • IA applicata in ambito scientifico e medico: sta accelerando la scoperta scientifica e la ricerca medica, creando nuove opportunità di lavoro. In particolare, ha apportato grandi progressi nel supporto diagnostico in oncologia, cardiologia e malattie respiratorie, dimostrando alta affidabilità nell’interpretazione di esami medici; inoltre, si sta rivelando un ottimo strumento  per l’identificazione di patologie future, come tumori e malattie cardiovascolari.

L’impatto dell’IA sull’occupazione e sulle competenze

Nonostante la grande preoccupazione che si cela dietro alla sostituzione delle competenze e della manodopera umane con le tecnologie che sfruttano l’IA, il Report del McKinsey Global Institute ci rassicura sostenendo che l’integrazione dell’IA nei prossimi anni, piuttosto che portare ad una riduzione dei posti di lavoro, ne creerà di nuovi, aumentando la produttività e le capacità umane.

Nei dibattiti televisivi e sulle testate giornalistiche, quando si parla di occupabilità, in pochi prendono in considerazione l’enorme potenziale che i sistemi automatizzati hanno nel combattere il processo di invecchiamento della popolazione, non arrivando a realizzare che nei prossimi anni è molto più probabile un deficit che non un surplus di lavoro umano. L’analisi, dunque, dimostra che si riusciranno ad aumentare i guadagni solamente se ci saranno degli investimenti nell’apporto che il lavoro umano potrà dare a fianco alle macchine. Per chiarire, all’interno dell’ambito IA, quando si parla di investimenti sulle risorse umane principalmente si intende la necessità di un’evoluzione delle competenze hard e soft richieste dal mercato del lavoro.

Oggi più che mai la tecnologia si sta sviluppando ad una velocità incredibile, ci accorgiamo in prima persona che le nostre App sullo smartphone richiedono sono sempre nuovi aggiornamenti e propongono nuove funzionalità, quindi la domanda che possiamo porci è questa: “Cosa posso fare per rimanere al passo con i tempi e per rendere le mie capacità spendibili sul mercato?”. Se desideri essere ferrato in ambito IA ti consiglio di intraprendere un percorso di apprendimento continuo, quindi frequentare corsi, partecipare a workshop e conferenze e rimanere aggiornati sulle ultime tendenze del settore. Questo implica allontanarsi dall’idea che c’è un tempo per studiare e uno per lavorare mettendo in campo ciò che si ha precedentemente appreso, e comprendere che è sempre possibile imparare cose nuove. Più riesci a specializzarti in uno specifico ambito più aumenti il tuo valore agli occhi dei datori di lavoro e ti differenzi all’interno del mercato.

Un’altra possibilità è dare enfasi alle competenze unicamente umane che ti porti dentro o che con l’esperienza sei riuscito a potenziare. L’IA è in grado di assolvere a compiti più routinari e analitici e, al contempo, di aprire a nuove opportunità in settori che richiedono decisioni complesse, capacità creative, intelligenza emotiva, attributi che lei non può replicare. Il compito delle istituzioni accademiche e formative è quello di essere reattive nell’aiutare le persone a indirizzare la loro attenzione verso opportunità dove l’esperienza e la sensibilità umana sono valorizzate e rimangono insostituibili. Nell’era dell’IA sarà fondamentale abbracciare il cambiamento e adattarsi alle circostanze mutevoli per aprire la strada ad un futuro in cui le competenze umane si integrano e non competono che quelle delle macchine.

Soft skills cruciali nel futuro in ottica IA

Come abbiamo appena visto, affinché ci sia una convivenza armoniosa tra il contributo umano e quello dei sistemi intelligenti, è fondamentale capire laddove possiamo agire per migliorare il nostro vissuto futuro. Se non possiamo competere a livello di skill tecniche o nella analisi dei dati, il migliore investimento che possiamo fare è quello su noi stessi, quindi su quelle che sono chiamate competenze trasversali o soft skills. Queste diventeranno sempre più cruciali mano a mano che le macchine saranno più automatizzabili. Detto ciò, vi propongo 5 soft skills che saranno sicuramente preziose per i lavoratori nel futuro.

Creatività

Le macchine, seppur intelligenti e dotate di IA, non sono in grado di competere con gli esseri umani per quanto riguarda le capacità di creare, inventare, immaginare e sognare soluzioni originali. Gli ambienti e le richieste di lavoro del futuro esigeranno nuovi modi di pensare, comportando che il pensiero creativo diventi una dote essenziale.

Pensiero analitico

La natura mutevole del luogo di lavoro e dei compiti che sono affidati alle macchine e agli uomini spinge a ricercare persone con spiccate competenze di pensiero critico, che propongono idee innovative, risolvono problemi complessi e valutano attentamente i pro e i contro delle varie opzioni, sfruttando le capacità logiche e di ragionamento piuttosto che l’istinto.

Intelligenza emotiva

Consiste nella capacità di una persona di avere consapevolezza, saper controllare ed esprimere le proprie emozioni e comprendere le emozioni altrui. Considerando che le macchine non riescono ancora ad instaurare legami e connessioni con le persone e a provare empatia, coloro che dimostrano di possedere un’elevata intelligenza emotiva saranno più richiesti sul posto di lavoro.

Apprendimento attivo e mentalità orientata alla crescita

Mai come oggi vengono premiate le persone che desiderano sviluppare competenze, che non hanno timore ad affrontare nuove sfide e, perché no, imparare dai propri errori. Chi possiede questa mentalità comprende che per continuare ad avere successo è necessario rimettersi in gioco continuamente e adattarsi a qualsiasi scenario futuro.

Intelligenza culturale

La capacità di gestire efficacemente contesti di diversità culturale caratterizzati da differenze di etnia, genere, orientamento sessuale e contesto sociale di provenienza. Gli ambienti di lavoro stanno diventando sempre più diversificati, aperti e rispettosi dell’unicità di ognuno, quindi l’assenza di pregiudizi e la volontà di contaminazione costruttiva sono ingredienti critici per determinare la coesione del team, la collaborazione e, di conseguenza, la produttività.

La rivoluzione apportata dall’IA sul mercato del lavoro non è una prospettiva lontana: sta avvenendo ora. Questa non deve essere intesa come una corsa ai ripari, sia chiaro, anzi, è il momento giusto per uscire allo scoperto e mettersi in gioco dimostrando le proprie inclinazioni, competenze e capacità di adattamento. I più abili saranno meglio posizionati per affrontare l’ambiente di lavoro del futuro, arricchito dall’IA.