
L’autore
Chiara Delle Vedove
HR Specialist
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Il fenomeno del quiet quitting
Cos’è il quiet quitting?
Le “Grandi Dimissioni” hanno visto i dipendenti lasciare volontariamente il lavoro in massa per cercare opportunità ritenute più adatte per motivi finanziari, di salute o altri. Sul luogo di lavoro, è emerso un fenomeno nuovo: il “quiet quitting”.
Il Quiet Quitting, l’abbandono silenzioso, è la lenta e progressiva riduzione di impegno sul posto di lavoro. Invece che distaccarsi in modo netto dalla propria organizzazione, i lavoratori che mettono in atto questo comportamento lavorano sempre meno duramente, rifiutandosi di fare straordinari. Si limitano a completare le mansioni assegnate, per dedicarsi di più a sé stessi e ai cari.
Chi pratica le dimissioni silenziose non si identifica più con la mentalità della cultura frenetica, la cosiddetta hustle culture, con l’idea che il lavoro debba essere la propria vita e che, alla fine, tutto sia lavoro. Significa distanziarsi mentalmente dal lavoro e svolgere solo le mansioni essenziali per ottenere uno stipendio. In sostanza, è una nuova etichetta per un vecchio concetto: il disimpegno dei dipendenti.
Ma perché se ne parla così tanto negli ultimi anni?
Il termine quiet quitting è diventato un trend sui social e si sta diventando di uso comune nelle nostre aziende: su TikTok, l’hashtag #quietquitting, coniato da Zaid Khan, ingegnere statunitense, nel 2022, ha raggiunto in poco tempo 8,2 milioni di visualizzazioni. Nel post pandemia il mercato del lavoro ha subito una grande crisi e le persone hanno rivalutato l’importanza di coltivare altri aspetti della vita oltre alla carriera. Tuttavia la flessibilità raggiunta grazie all’introduzione dello smart working ha distrutto la barriera casa/lavoro e il lavorare esclusivamente nei tempi e nei modi stabiliti ci permette di proteggerci dal burnout. Inoltre le poche possibilità di crescita economica e professionale, hanno creato disillusione e distacco dagli impegni lavorativi.
Un trend in costante aumento
Il trend è in costante aumento. Tuttavia, sembra che, almeno negli Stati Uniti, dove il dibattito è in uno stadio più avanzato rispetto al nostro paese, il fenomeno non sia ancora stato compreso appieno da tutti. In un sondaggio condotto da YouGov su un campione di mille impiegati il 56% degli intervistati non aveva mai sentito parlare di “quiet quitting”, e anche tra il restante 44%, c’erano opinioni discordanti sul significato dell’espressione. Alcuni pensavano che si riferisse al svolgimento del minimo indispensabile sul lavoro, altri pensavano che indicasse il rifiuto di compiere attività extra senza compenso, mentre c’erano anche coloro che ritenevano che fosse l’atto di dare le dimissioni senza comunicarlo al datore di lavoro.
I tuoi dipendenti e collaboratori stanno facendo quiet quitting?
Ecco cosa puoi fare:
- Rifletti sul coinvolgimento dei responsabili/manager
Conoscono a fondo ogni membro del proprio team? Creano conversazioni costruttive? Supportano i colleghi che mostrano sintomi di disimpegno e deterioramento? Riconoscono le performance individuali? E la capacità di lavoro in gruppo? È importante che ogni responsabile lavori su questi aspetti, essendo le figure con le quali i dipendenti hanno contatto diretto sono proprio loro a trasmettere i valori e il clima della vostra organizzazione.
- Compensa in modo adeguato il tuo team
Le discrepanze nella retribuzione sono una delle cause principali del quiet quitting. A volte le promesse di un compenso per il lavoro supplementare non vengono mantenute, altre volte non viene neanche riconosciuto lo sforzo. Il problema, più che per il denaro, affonda le radici nel mancato rispetto della dignità e dell’impegno del dipendente.
- Mantieni l’incremento eccessivo della mole di lavoro limitato a brevi periodi
Lavorare oltre l’orario dovrebbe essere considerata un’eccezione, legata a periodi particolarmente intensi o durante situazioni di emergenza. Quando la disponibilità degli impiegati a svolgere degli straordinari viene abusata e diventa una norma, si creano delle dinamiche deleterie. Il riposo, fisico e mentale, è un diritto fondamentale.
- Rendi l’aumento di responsabilità opzionale
Forzare l’aumento di responsabilità e di carico lavorativo può essere controproducente. Offrire possibilità di crescita e di nuove mansioni è utile solo se la volontà esiste da entrambi i lati e se vengono giustificate da una nuova posizione e una adeguata retribuzione.
- Mantieni dei limiti
per evitare di invadere lo spazio personale: enfatizzare che rispondere a chiamate o mail fuori dall’orario lavorativo è opzionale o sviluppare un modo per recapitare solo i messaggi urgenti; premia i candidati che rimangono oltre l’orario di lavoro, permettendogli di entrare in ritardo qualche giorno dopo, intervieni quando qualcuno mette pressione sui colleghi.
- Monitora cambiamenti di umore e comportamento
I sintomi del quiet quitting, se riconosciuti in tempo possono essere trattati. Comunica con i dipendenti e cerca di capire di cosa hanno bisogno.
- Supporta la salute dei dipendenti
Quando dai priorità alla salute fisica, mentale ed emotiva dei tuoi dipendenti crei un ambiente lavorativo sano e in cui ci si può sentire al sicuro.
- Incoraggia il prendersi delle pause
Assegna degli obiettivi ragionevoli, che permettano alle persone di prendere del tempo di pausa per riposarsi e raccogliere le idee.