Ma che cosa sono gli unconscious bias? Che influenza hanno nel mondo del lavoro? Possono creare disuguaglianza?
In ogni momento i nostri sensi ricevono più di 11 milioni di informazioni al secondo, troppi stimoli possono causare una sorta di “sovraccarico”. Per evitarlo il cervello mette in atto una serie di stratagemmi, delle scorciatoie di pensiero, che prendono il nome di bias.
Cosa sono gli unconscious bias?
Gli unconscious bias sono distorsioni cognitive della realtà che operano al di fuori del nostro controllo, ci permettono di prendere decisioni più velocemente e risparmiare energie cognitive. Questi processi inconsci si costruiscono fin dall’infanzia e nella maggior parte dei casi non ci rendiamo conto della loro influenza, anche all’interno del mondo del lavoro!
Durante tutte le fasi di selezione, promozione e valutazione del personale, i processi decisionali possono essere influenzati da una serie di bias, tra cui i cosiddetti “gender bias”. Tali bias sono generati da stereotipi che legano il genere femminile a generalizzazioni che vedono la donna come meno adatta alla carriera, meno competitiva, dedita alla cura e alla famiglia. Per contro, l’uomo è associato alla carriera e alla competizione.
8 decisioni di assunzione su 10 sono influenzate da un bias inconscio, il rischio in cui il recruiter può incorrere è proprio quello di non valutare in maniera obiettiva le persone per le proprie competenze e qualità, ma di farsi guidare dai bias che, se legati al genere, lo portano a preferire un genere piuttosto che l’altro per certe professioni o ad attribuire caratteristiche specifiche ad un singolo genere. Ad esempio, se un uomo ci mette molto tempo a decidere, può essere visto come un uomo prudente mentre se tale comportamento viene adottato da una donna può essere interpretato come timidezza.
Questi stereotipi sono presenti ancora oggi, sebbene vengano messi sempre di più in discussione, e contribuiscono alla costruzione del “glass ceiling” (soffitto di cristallo), metafora utilizzata per rappresentare gli ostacoli che impediscono alle donne di avanzare nella loro carriera, quelle barriere invisibili che complicano la crescita in ambito professionale delle lavoratrici.
Il tasso di occupazione femminile, infatti, risulta essere tendenzialmente inferiore rispetto a quello maschile, le donne percepiscono in media salari più bassi e hanno peggiori prospettive di carriera.
Come si può contrastare l’influenza dei bias?
Conoscere i bias è fondamentale per esserne coscienti e capire se e quando tali processi si innescano e influenzano la nostra capacità di giudicare in modo obiettivo e razionale.
Può essere utile da parte dell’azienda organizzare dei percorsi di formazione mirati per aiutare i dipendenti a sviluppare delle strategie per riconoscere i bias e superarli.
Per quanto riguarda la selezione del personale, è importante che il recruiter raccolga il maggior numero di informazioni rilevanti sul candidato e che stabilisca in modo chiaro i criteri in base ai quali deve operare, infatti, avere un processo di reclutamento strutturato permette di ridurre l’impatto dei bias sulle decisioni.
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La relatrice
Lisa Colalongo
Formatrice ed Esperta nei Processi di Formazione Continua. Autrice del Podcast sull’Intelligenza Emotiva “Il Tricheco”.
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Durante una normale giornata lavorativa le persone sono sommerse da una considerevole mole di informazioni e devono prendere decisioni di vario tipo, dalle più semplici e operative fino a quelle di rilevanza strategica in tempi stretti.
E’ proprio in queste situazioni che il nostro cervello è più tentato ad utilizzare “scorciatoie”, generalizzazioni e semplificazioni. Siamo quindi soggetti a cadere in preconcetti e stereotipi che sono radicati in noi da abitudini e cultura e che ci possono portare ad assumere atteggiamenti che rafforzano alcune visioni del mondo, che magari nemmeno condividiamo.
Questo non significa che non si creda nella parità di genere o che si condividano determinati preconcetti, ma semplicemente che il nostro cervello per “pigrizia” cade in distorsioni e deviazioni del pensiero dettati dal principio della generalizzazione.
L’unica soluzione per uscire da questi “bias cognitivi” è prendere consapevolezza dei meccanismi di pensiero automatici e inconsci che possono influenzare la nostra capacità di giudicare in modo obiettivo e razionale.
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